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	<title>Si vede che vale &#124; Il blog di Peg Perego &#187; storia azienda</title>
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	<description>Si vede che vale</description>
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		<title>Cosa combinavamo dieci anni fa?</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 12:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che emozione sfogliare il catalogo del 2004! Sono già passati dieci anni!]]></description>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci è capitato per le mani un vecchio catalogo datato 2004 e ci siamo resi conto che sono passati dieci anni! Come erano i modelli che proponevamo dieci anni fa?</p>
<p><a href="http://blog.pegperego.com/wp-content/uploads/2014/07/2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6228" alt="-2" src="http://blog.pegperego.com/wp-content/uploads/2014/07/2.jpg" width="393" height="524" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il seggiolino auto si chiamava già <strong>Primo Viaggio</strong> ma era solo il primo di una lunga serie. Coordinato a navicelle e passeggini, si agganciava a una base da fissare al sedile.<a href="http://blog.pegperego.com/wp-content/uploads/2014/07/3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6229" alt="-3" src="http://blog.pegperego.com/wp-content/uploads/2014/07/3.jpg" width="393" height="524" /></a></p>
<p><strong>Piumotta</strong> era la carrozzina adatta anche ai climi più freddi grazie a Saccopiuma, il pratico sacco da passeggio formato da coperta e materassino uniti da una pratica cerniera.<a href="http://blog.pegperego.com/wp-content/uploads/2014/07/4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6230" alt="-4" src="http://blog.pegperego.com/wp-content/uploads/2014/07/4.jpg" width="393" height="524" /></a></p>
<p><strong>Giovane</strong> era la carrozzina pratica e dinamica, ve la ricordate?</p>
<p><a href="http://blog.pegperego.com/wp-content/uploads/2014/07/5.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6231" alt="-5" src="http://blog.pegperego.com/wp-content/uploads/2014/07/5.jpg" width="393" height="524" /></a></p>
<p><strong>Pramette</strong> è stato uno dei nostri primi sistemi integrati. Nell'immagine è immortalato in versione passeggino.</p>
<p>Dieci anni sono pochi o sono molti? Per alcuni prodotti, equivalgono a un secolo: basti pensare alle evoluzioni in termini di sicurezza in auto che, ovviamente, coinvolgono tutti i nostri seggiolini. Per altre tipologie, si percepisce soprattutto un'evoluzione in termini di stile e design. E una continua ricerca in funzione della praticità.</p>
<p>Che tenerezza guardare indietro e trovare le "origini" di idee, prodotti, funzioni che scegliamo ancora oggi...<br />
Qualcosa ci dice che torneremo ancora a "tuffarci" nel passato <img src="http://blog.pegperego.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":)" class="wp-smiley" /> </p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>PegPerego, un’azienda di famiglia #3</title>
		<link>http://blog.pegperego.com/2014/04/pegperego-unazienda-di-famiglia-3/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 07:47:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione dei festeggiamenti per il centenario della nascita di Giuseppe Perego abbiamo realizzato anche un piccolo ricordo della sua storia. Ecco la terza parte.]]></description>
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				<content:encoded><![CDATA[<div title="Page 11">
<p>La parte finale del ricordo che abbiamo realizzato per commemorare il centenario della nascita di Giuseppe Perego ci porta fino ai giorni nostri.<br />
Potete leggere la prima parte<a href="http://blog.pegperego.com/2014/04/pegperego-unazienda-di-famiglia/" target="_blank"><strong> qui </strong></a>e la seconda <a href="http://blog.pegperego.com/2014/04/pegperego-unazienda-di-famiglia-2/" target="_blank"><strong>qu</strong>i</a>.</p>
<p><strong>Un occhio al passato per guardare al futuro</strong></p>
<p>Dal 1984 Giuseppe Perego non è più in azienda, ma i suoi insegnamenti e il suo esempio sono una guida costante per i figli, che ne raccolgono l’eredità. Sono il primogenito <strong>Gianluca e Lucio a ereditare il timone della Peg Perego</strong>, dividendosi compiti e responsabilità: «Da subito – racconta Lucio – abbiamo cercato di applicare quello che ci aveva insegnato, nel lavoro e nella vita privata. Papà era una persona umile, che non amava strafare né mettersi in mostra. Oltre a occuparsi del suo lavoro, che lo appassionava e lo impegnava molto, appena poteva si dedicava alla famiglia, passava molto tempo con noi. Lo ricordo molto presente, ma anche molto serio. Nei mesi scorsi abbiamo ritrovato una lettera della mamma che lo descriveva come coraggioso e ottimista, ma allo stesso tempo sempre preoccupato. Non si tirava indietro, ma sentiva tutto il peso delle responsabilità. Ecco, se dovessi descriverlo con una formula, direi: sempre ottimista, eternamente preoccupato».</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5940" alt="inaugurazione" src="http://blog.pegperego.com/wp-content/uploads/2014/04/inaugurazione.png" width="598" height="606" /></p>
<div title="Page 12">
<p>L’approccio al lavoro dei figli è ancora quello che Giuseppe ha insegnato con l’esempio. Primo, arrivare presto in ufficio. «E arrivare riposati, in condizioni di lavorare bene», precisa Michele. E poi “fare le cose”. «Si arrabbiava – raccontano Lucio e Gianluca – quando sentiva dire “ci vorrebbe uno che facesse...”. Diceva: “Se delegate tutto, dopo voi cosa fate?”». Per questo motivo i suoi figli sono sempre stati presenti in azienda. E questo ha permesso di instaurare un rapporto diretto con i dipendenti, una grande risorsa, alcuni dei quali hanno lavorato in azienda per più di 50 anni.</p>
<p>E il futuro? Delle quattro storiche eccellenze della zona, Gilera, Falck, Molteni e Peg, l’impresa della famiglia Perego è oggi la realtà più vitale e guarda con fiducia agli anni a venire e la terza generazione è già in azienda. «Nel futuro – risponde senza esitazione Lucio Perego – c’è di certo tanto impegno e tanto lavoro. È quello che ci ha insegnato il papà, ed è quello che spero di trasmettere a mia volta».</p>
<div title="Page 12">
<p><strong>L’Italia rimane il mercato principale e soprattutto è il Paese nel quale continua ad avvenire la gran parte della produzione</strong>: «Una scelta non scontata, che pone problemi di competitività, ma che ci rende molto orgogliosi». La grande sfida è quella della presenza all’estero: gli <strong>Stati Uniti</strong>, che rimangono un mercato fondamentale, dove nel 1990 è stata nuovamente avviata una unità produttiva a <strong>Fort Wayne</strong>; il <strong>Brasile</strong>, grande mercato emergente dove nel 2001 è stata acquisita l’azienda Burigotto, che sotto la guida di Michele è diventata leader di mercato. L’impegno è certo notevole. Ma “quando c’è da fare si fa”: come ha insegnato papà Giuseppe.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5941" alt="asilo" src="http://blog.pegperego.com/wp-content/uploads/2014/04/asilo.png" width="593" height="586" /></p>
</div>
</div>
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		<title>PegPerego, un’azienda di famiglia #2</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Apr 2014 07:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div title="Page 7">
<p>La storia continua: ecco la seconda parte del ricordo che abbiamo realizzato per commemorare il centenario della nascita di Giuseppe Perego.<br />
Potete leggere la prima parte<a href="http://blog.pegperego.com/2014/04/pegperego-unazienda-di-famiglia/" target="_blank"><strong> qui.</strong></a></p>
<p><strong>Cessioni e riacquisizioni: l’azienda torna in famiglia</strong></p>
<p>Gli anni ’70 saranno ricordati per il grande successo del passeggino con chiusura a ombrello, l’innovativo <strong>Bye Bye</strong>. «Papà partecipava in prima persona all’ideazione dei prodotti. La domenica sera – racconta Lucio Perego – lo ricordo a casa in poltrona: tirava fuori il suo block notes Pigna e cominciava a disegnare a mano libera; e nei giorni successivi discuteva le idee con i suoi collaboratori. Era un grande lavoratore e una persona estremamente creativa». Ma il nuovo decennio è un periodo difficile per l’Italia. La grande crisi energetica, con l’austerity, interrompe un ciclo di crescita economica iniziato nel dopoguerra che sembrava inesauribile. E l’autunno caldo del 1969 aveva portato tensione politiche e sociali.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5933" alt="compleanno_michele" src="http://blog.pegperego.com/wp-content/uploads/2014/04/compleanno_michele.png" width="595" height="594" /></p>
<p>Nel 1971 Giuseppe decide così di <strong>cedere il 50% della Peg al Credit Suisse</strong>: «Una scelta dolorosa – commenta Michele – ma necessaria per affrontare più serenamente quegli anni: un grande partner bancario garantiva accesso al credito e solidità che potevano garantire la sopravvivenza. Fra l’altro, una società al 50% è una di quelle cose che non si fanno mai: se i soci non vanno d’accordo c’è il rischio di rimanere paralizzati. Ma papà si è fidato. È andata bene». Contestualmente alla cessione del 50% dell’azienda, Giuseppe Perego chiede a Lucio di <strong>trasferirsi negli Stati Uniti</strong> per rassicurare il nuovo partner finanziario garantendo l’impegno diretto della famiglia nella gestione del delicato fronte americano. «Mi disse: se ti sposi, puoi andare negli Stati Uniti con tua moglie. Così facemmo: e rimanemmo a Fort Wayne per dieci anni. Si può dire che la mia proposta di matrimonio la fece lui», scherza oggi Lucio.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5932" alt="peg_america" src="http://blog.pegperego.com/wp-content/uploads/2014/04/peg_america.png" width="595" height="631" /></p>
<div title="Page 8">
<p>La cessione di una parte delle quote garantisce un po’ di respiro alla Peg Perego e al suo fondatore, che decide di reinvestire parte del capitale in due nuove attività che avrebbero dovuto rivelarsi sinergiche rispetto al business dell’azienda e che, soprattutto, facevano riferimento a imprenditori amici: la prima, la <strong>Lombarda Tubi</strong>, produce tubi d’acciaio; l’altra, la <strong>Cartonbox</strong>, realizza imballaggi in cartone ondulato. I due investimenti, però, non danno i risultati sperati. E, anzi, rischiano di mettere a repentaglio la solidità della Peg. Così Giuseppe Perego, nel giro di qualche anno, decide di porre fine a queste due esperienze: la produzione dei tubi d’acciaio viene ceduta all’imprenditore siderurgico Steno Marcegaglia, verso il quale conserverà sempre un sentimento di amicizia e di gratitudine, mentre la produzione degli imballaggi di cartone sarà ceduta successivamente. «La lezione? “<strong>Dobbiamo concentrarci su quello che sappiamo fare bene, e farlo sempre meglio</strong>”. Ed è un insegnamento di papà che ci guida ancora oggi», conclude Lucio Perego.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5937" alt="peg_spot" src="http://blog.pegperego.com/wp-content/uploads/2014/04/peg_spot.png" width="595" height="612" /></p>
<div title="Page 8">
<p>Nei primi anni ‘80, Giuseppe si ammala. La malattia però non lo ferma: continua a lavorare con entusiasmo e a prendere decisioni importanti. Quella principale e più attesa giunge nel 1983: avendo compreso che la sua vita sta volgendo al termine, <strong>Giuseppe Perego decide di riacquistare da Credit Suisse il 50% ceduto nel 1971</strong> e nel 1984 di vendere le attività produttive negli Usa per finanziare l’operazione. «In quel momento – commenta Gianluca – non fu una scelta vantaggiosa dal punto di vista economico. Paradossalmente era il momento peggiore per riacquistare perché l’azienda aveva raggiunto un grande valore di mercato. Ma papà aveva il desiderio di andarsene lasciandola completamente nelle mani della nostra famiglia. Così, nonostante il contesto sfavorevole, disse: “<strong>Quando c’è da fare, si fa</strong>”, e chiuse l’accordo. Il rapporto con Credit Suisse fu sempre molto positivo per entrambi, di grande fiducia. In quegli anni la banca svizzera aveva investito in molte aziende italiane, ma credo che la Peg sia stata il loro investimento migliore». Nell’operazione, la Peg si impegna a rilevare un’azienda del settore posseduta dall’istituto svizzero, la <strong>Ampatoys di San Donà di Piave</strong>: ancora oggi lo stabilimento veneto è uno dei punti di forza della Peg Perego.</p>
<div title="Page 9">
<p>Dopo aver “messo a posto le cose”, nel 1984 Giuseppe muore all’età di 70 anni.<br />
(<strong><a href="http://blog.pegperego.com/2014/04/pegperego-unazienda-di-famiglia-3/" target="_blank">continua</a></strong>)</p>
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